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Mostra personale online 

di Giovanni Bossi

Quei volti dietro la mascherina
dal 22 al 30 ottobre 2022- Castello Sangiuliani

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ANGELI E ARCANGELI DI GIANGI DAVERIO
dal 1 al 9 ottobre 2022- Castello Sangiuliani

Sabato 1 ottobre è stata inaugurata la mostra Angeli e Arcangeli di Giangi Daverio. La mostra, organizzata dal Centro Amisani, è stata presentata dal Prof. GIUSEPPE CASTELLI, dal presidente del Amisani Francesca Baldi, presenti erano il sindaco Giorgio Guardamagna e l'assessore alla cultura Patrizia Cei.
L'artista Giangi Daverio, abbandonati i paesaggi americani sconfinati e le solitarie pompe di benzina, propone una mostra dedicata agli Angeli e Arcangeli .
La figura dell'angelo è diventato fulcro della ricerca artistica unica e totalizzante di Giangi Daverio.
Le opere, realizzate su grandi tele con un lungo e articolato procedimento, riportano mistiche e tridimensionali icone in rilevo.
La scelta del colore, della composizione e della fantasia creano immagini di forte impatto emozionale. Lo stesso artista ha proprio espresso la sua piena ricerca nella realizzazione di tali opere, frutto di importanti esperienze di vita, che lo rendono soddisfatto e appagato al termine della sua realizzazione.
L'artista si era già presentato al pubblico nei mesi scorsi con altre opere sullo stesso tema presso il Civico 17 di Mortara con successo. Ad agosto è risultato fra i vincitori del premio di pittura Città di Mede. 
Le opere esposte a Mede sono del tutto inedite.
Daverio ha infine annunciato che la sua arte sta per avere una nuova evoluzione.
Non possiamo fare altro che attendere le nuove strepitose opere.
La mostra rimarrà aperta sino a domenica 9 ottobre: negli orari di biblioteca, sabato 8 dalle 16 alle 18 e domenica 9 ottobre dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18

Vita contadina in cascina

dal 10 al 18 settembre 2022

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Dopo due anni di pausa del Palio dovuta al Covid, il Centro Amisani torna con la canonica mostra dedicata a ai tempi passati, a cornice della manifestazione.

Quest’anno abbiamo deciso di dedicare la mostra alla vita contadina in cascina.

La Lomellina, la nostra terra, era abitata da contadini che lavoravano duramente senza l’uso di quelle macchine che oggi rendono il lavoro molto più semplice.

Un passato che per le nuove generazioni è ormai lontano, sconosciuto.

Un tempo, quando la vita era meno frenetica e meno stressante, ma molto più faticosa di ora, era facile trovare, soprattutto al termine della giornata, gruppi di uomini che trovavano il tempo di parlare tra loro, di discutere di lavoro, di politica e, perché no, anche di fare una partitina a carte, a morra, a rana e di fare una cantatina.
Era il tempo della civiltà contadina, ormai definitivamente scomparsa, ma rimpianta da molti se non altro per la sua saggezza.
La vita di campagna era un microcosmo.

Il contadino coltivava il grano, le patate, i legumi, il riso, gli alberi da frutto, puliva il bosco, aveva la stalla e il pollaio.
Il contadino era una specie di uomo universale: sapeva far di tutto, conosceva ogni cultura. Secondo le ore della giornata e secondo le stagioni era contadino, allevatore, frutticoltore, boscaiolo, carbonaio, ortolano, idraulico, elettricista, muratore, falegname e spesso anche veterinario.

Cercava di inculcare ai figli i segreti della natura e la dedizione al lavoro.

Oggi è quasi impossibile immaginare quale immenso deposito di sapienza agricola ed umana, quale passione, quale attenzione, quale scrupolo nel lavoro fossero raccolti e custoditi nelle campagne.
C'era un'attenzione per ogni particolare, lo scrupolo nel non sprecare nulla, una precisione nel compiere certi lavori di semina, di potatura e di innesti.

Ora questo mondo ideale ma faticoso è finito.
La televisione ci ha pianificato tutti e certamente non in meglio.
Non c'è più l'amore per il luogo natio, la passione, la precisione e l'attenzione per il lavoro ben fatto. Non c'è più lo spirito di conservazione.
Ora la storia umana è quella degli sprechi e delle perdite. Non si conserva nulla, si getta tutto e poi si sente il rimpianto per tutto ciò che si è perduto e che non ritornerà più.

La mente e le mani del vecchio contadino sembrano un segno inattingibile di perfezione.

Ma in qualche paese, in certe tiepide serate estive, c'è ancora chi si raduna nelle piazzette, si siede sui muretti, a parlare di lavoro, del tempo andato, dei problemi del paese ormai irrisolvibili perchè ora tutto è regolato dalla burocrazia e anche ciò che potrebbe essere volontariato finisce per essere ostacolato da remore burocratiche.
Non lodare i tempi passati, in quanto duri e non sempre sereni, ma certamente un po' di nostalgia del tempo passato e nel cuore di tutti. Nostalgia che ci fa dimenticare le grandi fatiche per farci ricordare solo la parte migliore del tempo che non è più.

Concludo ricordando che summa cul ca s’eram, siamo il prodotto di chi ci ha preceduto.

In questa mostra potete visionare foto d’epoca relative a Mede, immagini di lavori e di vita contadina nei primi anni del secolo passato.

Invito tutti a partecipare al lavoro di ricerca e di ricordi che il Centro Amisani ha predisposto sul nostro sito.

E’ stato un lavoro interessante ed impegnantivo. Un lavoro didattico che dovrebbe coinvolgere i più giovani.

Ringrazio per la collaborazione: Antonia, lavoro di ricerca, coadiuvata da me, Lucia, Fabrizio e Luigi, il Centro Olivelli, Mauro, Luigino e Roberto per alcune immagini.

38° Palio d'la ciaramèla

dal 4 al 11 settembre 2022

CENTRO AMISANI

Il Rione San Banardin vince il 

Palio 2022 con Morgan Baiardi!

51° CONCORSO DI PITTURA

dal 28 agosto al 4 settembre 2022

La Giuria del 51° CONCORSO NAZIONALE DI PITTURA- CITTA’ DI MEDE-, costituita dai Signori:

GIUSEPPE CASTELLI -Presidente- Insegnante ed esperto d’arte

FRANCESCA BALDI Presidente del Centro Amisani

PATRIZIA CEI Assessore alla Cultura Comune di Mede

FABRIZIO MOLINA Rappresentante del gruppo pittori CATTANEO ANTONIA

Pittore

PANZA FABIO

Membro effettivo della giuria

Si è riunita mercoledì 31 agosto 2022 alle ore 16.30 per attribuire i riconoscimenti “IV

DUMINCA 2022” alle opere in concorso.

La Giuria si congratula con gli espositori per l’impegno sostenuto nella realizzazione delle proprie opere e si augura che la manifestazione continui e abbia una maggiore partecipazione nelle future edizioni.

Dopo un attento esame una seria discussione collegiale, la Giuria ha deciso all’unanimità di assegnare i Premi seguenti:

PITTURA CONTEMPORANEA

-PREMIO ACQUISTO a BOSSI GIOVANNI di ROSASCO

-PREMIO ACQUISTO IR ISTITUZIONI RIUNITE a DAVERIO GIANGI di ZEME

-PREMIO ACQUISTO STUDIO SEA a COLOMBO SERGIO di OLEGGIO

-PREMIO ACQUISTO a BOSCOLO DANIELA di ARAMENGO

-PREMIO ACQUISTO a GHISLIERI GIUSEPPE di CASALE MONF.

-PREMIO ACQUISTO a CESELIN BRUNO di DIVIGNANO

PITTURA ESTEMPORANEA

-PREMIO ACQUISTO Gold System a CIABATTI MANUELA di CHIUSI DELLA VERNA

-PREMIO ACQUISTO Sama Autosalone a CAMOLETTO MARIO di VOLPIANO

-PREMIO ACQUISTO Nuova Fitochimica a POMA GIANNI di RONCO BIELLESE

-PREMIO ACQUISTO a CICERI DONATO di ORSENIGO

-La Giuria ha inteso assegnare il PREMIO TIPOGRAFIA PANZA all’opera di FISCHETTI MICHELA di TORINO

con la motivazione IL CASTELLO DI MIRAFIORI E’ DIVENTATO UN SOGNO, UN RICORDO LONTANO SFUMATODAL TEMPO. LA POESIA HA SOSTITUITO LA REALTA’ E LA CONTINGENZA IN UNA SINFONIA DI BLU E AZZURRI ABILMENTE ORCHESTRATI.

Mostra X10
dal 2 al 10 luglio

"MOSTRA. X 10" perché 10 sono i partecipanti. Organizzata dal Centro Culturale "Giuseppe Amisani" con un piano strategico straordinario : fare le cose. Le due "colonne portanti" (che nonostante le primavere continuano a creare e a dedicarsi all'arte) Emilia Rebuglio e Enrico Baldi, la giovanissima Rebecca Zanada, Fabrizio Molina, Patrizia Sampietro, Clementina Rava, Claudio Borso, Tatiana Galkina-Skorbeg , Sandra Ricciarelli, Antonia Cattaneo. ancora insieme in una mostra per Mede. La rassegna comprende sculture e quadri realizzati ad olio, ad acquerello, con i pastelli, con l'acrilico. Persone che fanno della creatività uno degli scopi della propria vita anche per sentirsi vive. Persone che dalla creatività vengono rapite in una pace profonda e silenziosa , capace di fare tacere inquietudini, dubbi, paure e rancori, persone che hanno compreso che sentirsi vive per davvero significa incontrarsi per non perdersi, per affrontare insieme questo viaggio, che condividono la ricchezza di cuori e anime, che non smettono di restare affascinate dalla bellezza. .. Con un gruppo di entusiasti quali sono gli espositori, è doveroso visitare la mostra aperta come scritto nella locandina, nella sala conferenze della Parrocchia. Il Centro Amisani e gli espositori ringraziano doverosamente Don Renato per l'ospitalità , gli amici del Centro Culturale "T.Olivelli" per aver aderito alla nostra iniziativa e da ultimo, non per importanza, il Comune di Mede qui rappresentato dal Sindaco e dall'Assessore alla Cultura. Francesca Baldi, Presidente del Centro Culturale "G.Amisani"

CENTRO AMISANI
CENTRO AMISANI

Presentazione del libro "Giuseppe Amisani.  L'elegante ritrattista"
4 giugno 2022

Sabato 4 giugno alle ore 16 nella Sala Verde del Castello Sangiuliani di Mede è stato presentato per la prima volta il volume “Giuseppe Amisani. L’elegante ritrattista medese”, monografia di Enrico Baldi. Il libro che è stato presentato, comprende una biografia dell’artista e 57 immagini di opere inedite. Il volume è nato da un progetto da tempo accarezzato da Enrico Baldi, in seguito al ritorno dei resti mortali di Giuseppe Amisani a Mede nella tomba di famiglia nel 2017, anno in cui lo stesso (con il Centro Amisani e il gruppo alpini di Mede) ha posto una lapide commemorativa per il grande artista nel Cimitero di Mede. Enrico Baldi è nato a Mede il 2 settembre 1939. E’ socio fondatore del Centro Amisani, tuttora consigliere. Negli anni ‘70 frequenta lo studio del Pittore ritrattista Gino Mazzoli di Casale Monferrato e la Scuola del nudo di Brera di Milano; membro dell’Accademia Tiberina di Roma, socio della Unione della Legion d’oro, pittore Amisaniano della prima ora, ancora oggi si dedica alla pittura. Amante dell’arte, si appassiona prima all’arte moderna e successivamente si avvicina agli artisti dell’800-900. Conosce la pittura di Giuseppe Amisani, si appassiona e si documenta costantemente. La ricerca di informazioni su questo artista, lo ha portato alla consapevolezza che i grandi artisti devono essere conosciuti e facendo proprio il pensiero di Salvator Gotta “...credo mio dovere e di quanti lo conobbero, l’apprezzarono e lo amarono, avendone i mezzi li usino allo scopo di rimettere per quanto possibile in valore le grandi qualità artistiche che lo resero celebre nei primi quarant’anni del 1900, in Italia e all’estero” Il Centro Amisani ha quindi accolto la proposta di sostenere l’iniziativa del suo socio fondatore. Ricordo che il Centro Amisani nasce per diffondere la cultura e ricordare gli uomini migliori che hanno dato prestigio a Mede. Come non sostenere la diffusione di questo volume dedicato proprio all’artista di cui la nostra associazione porta il nome? Giuseppe Amisani, nato a Mede nel 1879, muore a Portofino nel 1941. Ha dedicato la vita alla pittura ed ha lavorato in Italia, in Francia, in Egitto, in Algeria, in Libia, a Rodi, a Malta, in Inghilterra, in Brasile, in Argentina.... Le sue opere sono esposte agli Uffizi di Firenze, a Londra e al Museo Nazionale di San Paolo e in numerosi musei e pinacoteche e soprattutto in numerose collezioni private. A questa iniziativa si è unito il Comune di Mede, che da sempre sostiene le iniziative del Centro Amisani e che è sempre favorevole alla promozione della cultura artistica dei propri concittadini sul territorio nazionale. Anche il Lions Mortara-Mede Host e il Rotary Club Lomellina, di cui il nostro primo presidente Giuseppe Masinari è stato fondatore e presidente hanno dato il loro patrocinio. Il Dott. Pier Roberto Marchese, già Presidente del Centro Culturale Amisani, amante dell’arte e appassionato cultore dell’artista medese, ha presentato le opere di Giuseppe Amisani alla platea del Castello Sangiuliani. Sono state esposte in tale occasione 3 opere inedite dell'artista e proiettate alcune foto delle opere del pittore medese.

CENTRO AMISANI

Geometrie e città futuriste
21 al 29 maggio 2022

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Il Centro Culturale Amisani è lusingato di accogliere in questa bella cornice Cristina e ringrazia l’amica e socia Angela Giammona per averci dato l’opportunità di conoscere questa artista medese doc.

Cristina Pigorini è nata a Mede nel 1963 (il papà aveva un centrale del latte a Tortorolo).

Cristina frequenta le scuole elementari e medie a Mede. In seguito frequenta il Liceo Artistico a Casale Monferrato. Poi con la famiglia si trasferisce a Pavia. Frequenta e si diploma presso l’Accademia di Belle Arti di Brera in pittura, dove è stata allieva di Saverio Terruso.

Durante gli anni accademici è vetrinista presso La Rinascente di Milano. Dopo il diploma coglie l’occasione per lavorare presso Visual Merchandising Upim, gruppo de La Rinascente, come disegnatrice creativa.

Decide di iscriversi ad un corso di illustrazione, evolvendo il proprio stile artistico.

L’amore per l’arte è sempre presente. La pittrice si definisce sempre in fase di sperimentazione ed evoluzione. Sperimenta forme e colori, in contrasto fra loro. Molte le tecniche che nel corso della sua evoluzione ha provato. Le forme geometriche o “iperrealistiche” hanno sempre un elemento comune: il colore che mette in evidenza il contrasto con le forme.

Il suo percorso l’ha portata ad esprimersi nell’arte contemporanea.

L’arte contemporanea è infatti in perpetuo movimento, rintracciabile nella diversità di forme, soggetti, materiali. Si potrebbe definirla come l’espressione esatta della realtà che si vive. Fra i temi principali possono essere ad esempio la globalizzazione o la tecnologia. Gli artisti contemporanei lavorano in un mondo influenzato a livello globale, culturalmente diversificato e tecnologicamente avanzato.

La loro arte è una combinazione dinamica di materiali, metodi, concetti e soggetti che sfidano i confini tradizionali e sfidano la definizione facile. Le opere di Cristina, dai colori puliti ed armonici, rientrano appieno nell’arte contemporanea. Il tema geometrico e quello delle città del futuro riportano ai temi della tecnologia e della globalizzazione. Siamo di fronte alla traslazione dell’“Opera d’arte” verso l’“Oggetto d’arte”, operazione con cui l’artista contemporaneo dichiara il suo diritto di registrare lo spazio e la forma in un processo che slega l’arte da se stessa, disperdendola in distanze espressive e senza barriere.

L’arte contemporanea è in eterna evoluzione. Non si può fare un paragone con artisti come Salvador Dalí, Andy Warhol, Jackson Pollock, Francis Bacon, ormai troppo lontani cronologicamente dal presente. Nè con altri artisti conosciuti di anni più recenti.

L’indubbia originalità artistica di Cristina Pigorini evidenzia uno stile personalissimo ed una grande creatività, che la rende unica nel suo genere.

Le opere, a tema geometrico e futurista, che sono qui esposte sono in prevalenza a tempera e pastelli. Una è realizzata con l’uso dei pennarelli.

Un plauso quindi a Cristina Pigorini che dopo tanto tempo riassapora i colori e gli amici della sua terra d’origine.

Grazie Cristina!

Una giornata alle Cinque Terre
8 maggio 2022

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Per diletto!
Castello Sangiuliani- dal 9 al 17 aprile 2022

Il Centro Amisani accoglie il mortarese Giovanni Patrucchi al Castello Sangiuliani dove espone le sue opere pittoriche in Sala Verde dall’9 al 17 aprile 2022 nella mostra “Per diletto!” Giovanni Patrucchi è un nome noto nell’associazionismo lomellino, infatti è il Presidente uscente di Italia Nostra Sez. Lomellina, presidenza lasciata lo scorso anno a Carlo Protti. Nonostante sia un nome noto, in pochi conoscono la sua passione per la pittura con la quale, sin da giovane, si diletta nel tempo libero. Da qui proprio il titolo “Per diletto!” Si tratta di un escursus fra i vari periodi artistici di Patrucchi, ripercorrendo le differenti tecniche utilizzate. Patrucchi dipinge da sempre, intervallando periodi nei quali si dedica a pieno alla pittura con periodi dedicati ad altri interessi. Sin da giovane ha posto l’attenzione con soddisfazione al disegno con matite e carboncini. Ha usato molto i pastelli, con il tempo è passato ai colori a china, poi ad olio, a volte su tela a volte su differenti supporti preparati per l’occasione. Le opere con queste tecniche sono tutte degli anni sessanta. Si è cimentato poi con tempere ed acquerelli, tecnica che ha seguito per un periodo piuttosto lungo, ritraendo dal vero soggetti botanici trovati in campagna o nei giardini. In tal modo andava a realizzare una sorta di tavola botanica, dove anziché cercare la minuziosa aderenza scientifica, tipica delle tavole botaniche, cercava l’aspetto estetico del soggetto. Terminata questa fase, è passato all’utilizzo dei pastelli a cera, una tecnica che, a dire dello stesso pittore, “è piuttosto faticosa, perché è con le dita della mano, il pollice in particolare, che con il calore causato dallo sfregamento sui colori tracciati sul foglio si riesce ad amalgamarli ed ottenere il risultato voluto”. Con questa tecnica ha realizzato, paesaggi invernali o primaverili della Lomellina. Più recentemente ha usato i colori acrilici, con la quale si è dedicato a copie di dipinti di autori famosi, aggiungendo un’interpretazione personale. Poche sono le mostre effettuate. L’unica volta è stata nel 2006, quando una cara amica gli ha proposto di esibire le opere nella sua storica libreria di Mortara, presentando una serie di tempere e acquerelli. Pertanto si potranno ammirare le sue opere in maniera esclusiva. 

La Presidente Dott.ssa Francesca Baldi

Gran Croce 2022
Sala Consiliare 20 marzo 2022

L’onorificenza della Gran Croce è massima onorificenza per un medese meritevole.

Questa onorificenza ha le sue origini nel 1981 ed è stata istituita per dare risalto a quelle persone medesi che con il proprio impegno all’interno della comunità sono d’esempio per le giovani generazioni.

Voglio ricordare in questa occasione Angelo Salone, ragazzo del ’99, primo a ricevere l’importante riconoscimento, il Dott. Angelo Grassi, Gran Croce 2020, mancato lo scorso dicembre, e l’evento eccezionale dello scorso anno in cui furono insigniti dell’onorificenza i quattro medici di base.

Anche quest’anno, il Consiglio Direttivo dopo attenta discussione è giunto ad assegnare all’unanimità La Gran Croce 2022 a Mauro Ottonelli.

Mauro Ottonelli, classe 1946, è un medese d’adozione.

Nato a Genova, conosce Mede durante l’infanzia, dopo il periodo di leva, sceglie di rimanerci. Grande è l’impegno nel sociale sul territorio in numerose attività. Amisaniano della prima ora, è parte del Gruppo Cinefotografico e realizza insieme ad Ernesto Pollini il documentario “Rob ad Mèd” sulla scia degli scritti di Giuseppe Masinari. Importante in quel periodo la collaborazione con la Compagnia teatrale “Mario Cappello” di Genova, con la quale faranno scambi portando le operette al Teatro Besostri e partecipando a numerosi eventi nel capoluogo ligure.

Lascia l’Amisani e fonda in seguito il gruppo “ Filodrammatica Città Di Mede””, attivo per ben 12 anni. In tale periodo si realizzano opere teatrali e spettacoli musicali. Verranno presentati anche grandi classici, fra cui quelli di Agatha Christie e Goldoni.

Nell’aprile 1987 nasce il mensile “Tam Tam” di cui sarà direttore sino alla sua chiusura, per ben 32 anni e 8 mesi, nel dicembre 2019. Il mensile toccava inizialmente temi di carattere locale, per poi espandersi in argomenti di carattere nazionale. È da ricordare il primo numero in cui veniva trattata la crisi dell’inquinamento dell’acqua in Lomellina, di cui i cittadini con qualche capello bianco in più ricordano come il periodo in cui “si andava in piazza a prendere l’acqua che veniva distribuita in contenitori personali e poi inscatolata in contenitori del latte”.

Tanti i collaboratori del mensile diffuso in 26 Comuni della zona, anche firme prestigiose come Emilio Bombardieri (anch’esso premiato dal Centro Amisani con la Gran Croce, per meriti nella medicina e ricerca), Giovanni Manera (che ha accompagnato i lettori durante il cambio lira/euro) e Remo Danovi (illustre legale e Presidente dell’Ordine degli avvocati di Milano) . Oltre naturalmente ai bravi sempre presenti collaboratori fissi fra cui Cesare Panza, Ernesto Pollini, Maria Grazia Demartini, per citarne alcuni...

Ottonelli tiene a sottolineare che i grandi risultati del Tam Tam sono stati raggiunti grazie al numeroso gruppo che lo ha coadiuvato, sempre coeso e partecipativo.

Il primo amore di Ottonelli è la fotografia, “incontrata” sin dalla giovane età che continua a coltivare con più attenzione ancora oggi, avendo più tempo libero... Amante della Street Photography,immortala sia persone che luoghi particolari.

Ieri abbiamo inaugurato ed abbiamo potuto ammirare la sua mostra dedicata alla donna, visibile in Sala Verde del Castello Sangiuliani sino a domenica prossima, che possiamo anche visitare uscendo dopo la premiazione.

Grazie a Mauro Ottonelli per l’impegno profuso nella nostra comunità.

MOTIVAZIONE: A Mauro Ottonelli “Ogni vita è una storia. Per averci coinvolto nella tua storia con numerose attività, per essere entrato nelle nostre case con il Tam Tam”, per aver contributo a rendere Mede culturalmente vivace, per amare questa città e per essere esempio alle nuove generazioni”.

La Gran Croce è stata realizzata dall'orafo medese e consigliere del Centro Luigi Braggion mentre omaggiamo il premiato con un suo ritratto realizzato dalla pittrice Antonia Cattaneo.

Semplicemente donna...
Castello Sangiuliani dal 19 al 27 marzo 2022

Oggi presentiamo la mostra fotografica “Semplicemente donna…”, con la quale, nel mese della donna, vuole mostrare la figura femminile nelle sue varie sfaccettature.

Il primo amore di Ottonelli è la fotografia, “incontrata” sin dalla giovane età che continua a coltivare ancora oggi, avendo più tempo libero... Amante della Street Photography, immortala sia persone che luoghi particolari.

Quella che presenteremo oggi è una mostra di street photography.

Prima di dare la parola al sindaco, assessore e a Mauro, do alcune informazioni in merito alla Street photography.

La Street Photography è un genere fotografico che si può definire di “reportage della vita quotidiana”, che si realizza fondamentalmente con fotografie spontanee e non gestite.

Come ogni racconto ha un suo “filo conduttore” che rimanda ad un intento progettuale ben definito.

Un semplice “scatto fatto in strada”, pertanto, non è per sua natura uno scatto di Street Photography.

Lo street photographer non è solo chi girando per strada, scatta a caso facendosi cogliere di sorpresa da ciò che accade, ma chi ha in mente cosa va cercando, che risultato vuole ottenere e si muove seguendo una logica e una linea narrativa. A lavoro ultimato, di fatto, dà vita ad un reportage, che diventa un ritratto della società.

Essere uno street photographer significa infatti, entrare in sintonia con la vita, percepirne gli umori, gli odori, i colori, l’intensità per poi cercare di rappresentarla in uno scatto, e in tutte le sue sfumature, dopo averla assorbita, interpretata e fatta propria.

Nella Street Photography la prima condizione necessaria è la spontaneità dello scatto. La fotografia di strada esprime la realtà così com’è, senza artifici, filtrata solo dall’occhio di chi la ritrae. E’ quindi una finestra sul mondo reale da ammirare attraverso gli occhi del fotografo stesso.

È importante capire che lo scatto racconta sempre una storia. Il fotografo deve riuscire a catturare la relazione e l’interazione tra gli elementi della composizione fotografica. Questo è il senso della fotografia di strada.

Fondamentali sono la composizione, la luce, i colori e le forme, che sono ciò che fa la differenza in ogni scatto, sia che si tratti di street photography oppure no. Cogliere l’attimo non significa trascurare tutto il resto. Ogni elemento della foto è importante per renderlo un grande scatto.

Grazie Mauro per averci permesso di ammirare le tue opere.

Omaggio a Nanda Bialetti
8 marzo 2022
IN CONCOMITANZA DELL'8 MARZO MEDESE ORGANIZZATO DALL'ASSESSORATO ALLA CULTURA

Dopo la nostra dipartita, il tempo offuscherà la memoria del nostro passaggio su questa terra… ci ricorderanno i parenti e gli amici…

In questo mese di Marzo dedicato alla donna, il Centro Culturale “G. Amisani” vuole ricordare a tutti noi Nanda Bialetti, una pittrice.

Nanda nasce a Mede il 5 marzo 1927 da una conosciuta famiglia medese di noti artisti: lo zio Ferdinando pittore e lo zio Felice scultore (le cui opere rientrano di buon diritto nella storia dell’arte italiana – in comune sono conservate diverse opere e nella stanza qui accanto una scultura di Felice),nipote di Carlo Bialetti affreschista e decoratore, di Margherita, la “Ghita” che creava paesaggi annerendo i piatti con il fumo della candela . Sorella di Rachele e cugina di Margherita figlia di Carlo e pittrice, figlia di quel Bialetti che inventò la “Grappa Cordiale”.

Certamente Nanda ha ricevuto in eredità il gene dell’arte.

Ha avuto una formazione umanistica che l’ha portata ben presto ad apprezzare e ad amare quelle forme d’arte che elevano lo spirito.

Colpita da bambina dalla poliomielite (come l’amico pittore Giuseppe Rocca), Nanda ha affrontato la vita con coraggio, esuberante, con grande sensibilità avendo nell’animo il senso della vera amicizia (proprio come scritto nello statuto del Centro Amisani). La ricordo quando con i miei genitori ci recavamo a trovarla a casa e con il marito Franco Perego (caro amico) ci mostravano le ultime opere realizzate, ricordo la sua risata e il suo atteggiamento sincero ed affettuoso.

Nei primi anni 70 aderisce al nascente Centro Culturale “G:Amisani” e con gli amici pittori: Franco Perego (che diventerà suo marito), Enrico Baldi, Giuseppe Cardana, Mario Trivi, frequenta lo studio del pittore Gino Mazzoli formato alla scuola di Massimo Grosso all’Accademia Albertina di Torino. Il Maestro, così a ragione lo chiamavano, era un ottimo ritrattista di notorietà internazionale che aveva operato soprattutto a Roma ritraendo dal vero illustri personaggi tra i quali Papa Giovanni XXXIII.

Numerose sono le sue mostre personali e collettive in Lombardia, Piemonte e Liguria.

Tutte queste esperienze, la comunanza di vita con il marito Franco Perego, una vita ricca di insegnamenti reciproci, di continue scoperte di sperimentazioni hanno arricchito Nanda che però si è mantenuta umile e sensibile, capace di trovare nelle opere degli altri le note positive . Nanda e Franco, due personalità diverse, ma complementari, legati dal doppio filo dei sentimenti e dall’arte.

Nanda ci ha lasciati nel 2011, ma vive dentro di noi.

Io non sono un critico d’arte, spero di aver ricordato degnamente Nanda una donna grintosa, determinata dai focosi capelli rossi.

Lascio ora a voi il piacere di gustare le opere nel filmato preparato dalla nipote Elisabetta Perego che ringraziamo e che potete anche ammirare appese alle pareti.

Grazie Nanda, grazie Elisabetta, grazie a voi che siete qui presenti.

La Presidente

CENTRO AMISANI
CENTRO AMISANI
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Mulini di Lomellina

19 al 27 febbraio 2022

Il Centro “G. Amisani” di Mede presenta il volume “Mulini di Lomellina” di Luigi Pagetti a cui seguirà l’apertura della mostra fotografica dello stesso che potrete visitare qui in Sala Verde del Castello sino a domenica 27 febbraio.

Luigi Pagetti è fotografo per passione e nei suoi scatti a tema ben definito spazia dall’attualità all’archeologia industriale.

Molte le collaborazioni con varie associazioni per la realizzazione delle seguenti opere: “Graffitismo - dall’Aerosol Culture all’estetica metropolitana” edito e presentato all’inaugurazione della Facoltà di Sociologia Urbana dell’Università degli studi “Milano-Bicocca” (2000),“Tesori d’arte della Basilica di San Lorenzo in Mortara” con Ass. Italia Nostra - Sezione Lomellina (2014), “Castello d’Agogna - un viaggio nella storia” con Associazione Storie e Archivi di Lomellina (2015), “Il gracidar m’è dolce in questo mare - Rigorosa dedica ad un anfibio da salvare, da gustare, da collezionare e da ...giocare” in collaborazione con il nostro concittadino medese Pierangelo Boccalari (2017), “I castelli della Lomellina” (La piccola Loira) con Associazione Astrolabio - Vigevano (2020), “Chiese di Lomellina: abbazie, santuari, basiliche, pievi” con Associazione Astrolabio - Vigevano (2021).

Numerose anche le ricerche archivistiche, fotografie e ricordi del passato riportate nei volumi: “Mulini di Lomellina”- ricerca storico/fotografica (2010) e nella ristampa riveduta e ampliata (2021) con il Circolo Cult. Lomellino Giancarlo Costa di Mortara, “Lomellina in tram - le ferrovie extraurbane 1880-1930” con Italia Nostra - Sezione Lomellina (2013), “L’Agogna - i segni delle acque“ con Circolo Cult. Lomellino Giancarlo Costa, Mortara (2016) e “I cascinali dell’agro mortarese” (2019).

Alla presentazione è qui presente anche l’Arch. Carlo Protti, attualmente Presidente dell’Ass. Italia Nostra - Sezione Lomellina, con il quale l’autore illustrerà il lavoro svolto.

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GIORNATA DELLA MEMORIA 

27gennaio 2012

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2° Edizione "La Befana più Befana"

6 gennaio 2022

Anche quest'anno, causa restrizioni covid, non abbiamo potuto proporre la nostra canonica camminata delle befane del 6 gennaio. Avevamo in programma una collaborazione con gli Alpini, la Pro Loco, la Banda e i Rioni di Mede, che già dalla prima proposta di evento si erano messi a disposizione con entusiasmo. Ahimè, tutto è saltato... Abbiamo deciso, alla luce della zona gialla e delle ulteriori restrizioni, di riproporre il contest de "LA BEFANA PIÙ BEFANA", dove tutti gli iscritti Facebook hanno potuto scegliere la befana vincitrice.  Quest'anno la vincitrice è stata Valentina Monachella, animatrice nella Rsa di Lomello, Candia e Caresana. Il concorso è dedicato ad Emilio Epis, fra i promotori delle varie edizioni che ci ha lasciato nel 2020 e ai nonni delle RSA, che ancora una volta si trovano, per la loro tutela, lontani dai loro cari. Inoltre abbiamo pubblicato un video con i ricordi delle varie edizioni passate, che nel 2022 sarebbe stata alla sua decima edizione. Quest'anno abbiamo anche due bambine fra i partecipanti, Camilla (vincitrice della prima edizione insieme alla mamma Valentina) e Margherita. Ciò ci fa molto piacere in quanto ritengo che sia segno che la proposta sia piaciuta. Un plauso anche alla befana Francesca, la più anziana, di 82 anni, che si mette sempre in gioco. Tutti fantastici sia le befane che i befani. 

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