AL DI’ DLA FESTA DAL CAPE’
- Centro Culturale Giuseppe Amisani
- 4 ott 2022
- Tempo di lettura: 1 min
di Marilena Orbelli Biroli

La terza domenica di ottobre è il giorno della festa del mio paese natale: Balossa Bigli, frazione di Mezzana Bigli, costeggiato dal fiume Po e dal torrente Agogna che qui confluisce. Un paesino dove i giovani non se ne vanno, costruiscono case e famiglie e ripopolano questa grande comunità. Il giorno della festa, al tempo in cui c’erano i miei nonni e le mie adorate zie e c’era tutto un mondo che sapeva di buono, di conoscenza, di affetto, di voglia di ritrovarsi, di convivialità, era un giorno veramente importante. I giorni precedenti era tutto un echeggiare di rumori di padelle e stoviglie che venivano rispolverate per l’occasione. I polli esalavano l’ultimo respiro per finire, con aromi e patate, in teglie capienti che i forni accoglievano benevoli. Salami (il prelibato “büdé cüsí”), verdure dell’orto messe in conserva, “al bagnät”, la giardiniera, il risotto con fegatini e frattaglie (anche del pollo non si butta niente!) e…..chi più ne ha più ne metta!! Ai bambini veniva dato “al prêt” per poter andare sulle giostre e poi via, tutti quanti al banco di beneficenza, dove troneggiava come primo premio, una bellissima bambola Lenci. La domenica successiva si teneva una festa da ballo dove veniva sorteggiato uno spendido ed ambito cappello da uomo “Borsalino” ……..ecco l’origine del “dí dla festa dal capé”. Così, mai controvoglia, si rifaceva tutto da capo. Un’altra occasione di convivialità accolta con gioia ed entusiasmo. Sono felice ed orgogliosa che a Balossa, sia ancora così seguita questa tradizione: non c’è più il “Borsalino” in palio, ma poco importa, quello che conta è ritrovarsi!!!


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