IL MAESTRO MARCHESE
- Centro Culturale Giuseppe Amisani
- 3 mag 2022
- Tempo di lettura: 2 min
di Mauro Ottonelli

Dopo innumerevoli tentativi fatti di suppliche, promesse e lacrime, ottenni finalmente il consenso dai miei genitori a frequentare la quinta elementare a Mede. Era questo un grande desiderio avallato da mio zio Esperino, complice e protettore in svariate occasioni.
La prospettiva di trascorrere un intero anno scolastico a Mede mi riempiva di entusiasmo: non mi sarei limitato al soggiorno estivo o ai brevi periodi concessimi dalle vacanze natalizie o pasquali, ma otto mesi “medesi” mi attendevano.
L’impatto con il nuovo ambiente scolastico, inizialmente mi disorientò.
I rapporti con i nuovi compagni si presentarono non facili: ero un cittadino in mezzo a compagni “ruspanti” e nonostante gli sforzi per essere a loro eguale, subivo con rabbia la loro esuberanza che si manifestava in svariati modi: tutti naturalmente a mio danno.
Grazie al mio spirito di adattamento mi adeguai presto all’ambiente assimilandone usi e costumi. L’esame lo superai restituendo a Marco Guardamagna l’epiteto che egli volentieri mi rivolgeva:”Io sarò un pirla ma tu sei un belinun!!!”. Così mischiando ligure e lombardo trovai il coraggio di replicare. Mi affiatai con tutti i nuovi compagni: il già menzionato Marco Guardamagna, Emilio Bombardieri, Enrico Bassignani, Franco Farioli, Franco Lagorio, Giuseppe Crabbio, Flavio Lanzarotti, Teresio Roffredi, Bruno Salone, Sandro Carrera e tutti gli altri componenti della 5a dell’anno scolastico 1956-1957.
Trascorsi mesi bellissimi dedicando molto tempo agli svaghi all’aria aperta e…poco allo studio.
In questo contesto assume una primaria importanza il nostro maestro: Marino Marchese.
Ci insegnò che la disciplina, l’educazione ed il comportarsi da persone civili erano parte di una materia che nessun libro di testo ci avrebbe spiegato.
Per il maestro era sufficiente uno sguardo o il gesto della mano per farci capire che stavamo trasgredendo a qualche regola di educazione civica.
Sapeva essere un ottimo insegnante presente, non solo in aula, ma anche fuori da essa. Quante generazioni sono passate dal maestro Marchese?
Tante! Iniziò giovanissimo contribuendo alla formazione di tanti giovani che lo ricordano con affetto e gratitudine.
Non è stato un maestro Deamicissiano, è stato semplicemente un insegnate con la I maiuscola che ha svolto il proprio lavoro conscio delle responsabilità e della delicatezza del mandato: maestro severo ma profondamente umano
Grazie di tutto Maestro Marchese.



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