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LA LIBELLULA

  • Immagine del redattore: Centro Culturale Giuseppe Amisani
    Centro Culturale Giuseppe Amisani
  • 10 set 2022
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 28 set 2022

di ANTONIA CATTANEO


"Spusa, spuseta, ve su la me bacheta" ...quante volte nei mesi estivi, soprattutto durante la mia infanzia l'ho detto e l'ho sentito ripetere... La spuseta era La libellula che allora volava con numerose sorelle dai vari colori e dimensioni nel corpo e nelle ali e si poggiava sui rami e sui pali "la fursela" che sosteneva i fili della biancheria .... rivedo con la memoria il cortile dove abitavo da bambina...non in cascina,in paese , una specie di condominio con abitazioni di due o tre locali a due piani costruito negli anni 50, con l'acqua corrente, ma non i servizi igienici...e... sì, quelli (moderni) erano in muratura nel cortile , una turca ogni 3 famiglie con lo sciacquone.Ogni famiglia aveva la chiave per accedervi. Torniamo alle libellule che si posavano sui fili della biancheria....noi bambini alzavamo un rametto e così portandolo alla nostra altezza potevamo delicatamente prenderle per le ali, a volte ne tenevamo in mano più di una (mi pare di sentire il rumore leggero delle ali tra le nostre mani che sembrava di carta... )Poi le lasciavamo tornare a volare... Il più furbo e svelto e difficile da prendere era "il piciu ruso", il maschio , più grosso delle altre, rosso e regale, il re. Alcuni maschi, "un po' sadici" infilavano nel corpo delle libellule una pagliuzza e poi le facevano volare, certamente il piccolo animale aveva vita breve; altri aprivano loro il petto e ne mangiavano le povere carni dicendo poi che avevano sapore di tonno... (Si stava meglio quando si stava peggio? Eravamo più buoni?). soprattutto lungo i corsi d'acqua ce n'erano di più sottili, colorate ed eleganti, tra queste spiccavano quelle con le ali azzurre /blu che stavo a guardare ammirata. Le libellule frequentavano i fossi dove trovavano il cibo (sono carnivore) e aiutavano nella caccia alle zanzare. Nei fossi c'erano i ragni d'acqua che si muovevano a scatti, la nonna li chiamava "le Maddalene" e raccomandava a noi bambini di non avvicinarci perché ci avrebbero presi e fatti annegare. L'acqua che correva abbondante aveva un odore particolare, pungente.


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