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QUANDO MEDE ERA “LA PICCOLA PARIGI”

  • Immagine del redattore: Centro Culturale Giuseppe Amisani
    Centro Culturale Giuseppe Amisani
  • 29 apr 2022
  • Tempo di lettura: 2 min

di Luigina (Agnese) Pagella


Il momento più bello della giornata è il risveglio. Mi alzo presto, esco: l’aria frizzante mi invita a camminare per le vie ancora deserte di Mede. Percorro Viale Sormani con le sue belle ville e mi trovo nel centro storico: l’antica piazza, cuore della vita medese, è attorniata da negozi; sono molti e continuano nelle vie principali. Purtroppo alcuni annunciano la chiusura, altri la cessione di attività.

Mi trovo davanti alla vetrina di quello che è stato il mio negozio di fiori, ora adibito a sportello bancario, e mi sale la nostalgia. Il ricordo va agli anni d’oro del commercio quando, per eleganza delle sue vetrine, Mede era chiamata “la piccola Parigi”.

I negozi con tessuti alla moda, scarpe di Vigevano e Varese, maglieria con filati naturali, di produzione medese, preziosi gioielli di Valenza erano un richiamo per i paesi vicini, specie il mercoledì, giorno di mercato. Mentre le donne facevano acquisti, i mariti si ritrovavano al Bar Roma o al Bar del Popolo, per lo scambio di notizie sui raccolti e sul presso del riso.

Al fiorente commercio si affiancavano le magliaie e le brave sarte, che confezionavano abiti adatti a ogni occasione. Fornitissime le due mercerie Binotti e Vensi, frequentate dalle sartine che, con il campione di stoffa, sceglievano bottoni e accessori vari. Mede vantava due negozi di cappelli, Cecconi, con i suoi Borsalino, e Sormani, con cappellini civettuoli. Indimenticabili le pasticcerie e soprattutto la gelateria artigianale delle sorelle Sacconi.

A poco a poco tutto questo è sparito. Mi guardo intorno: nella bella piazza rimangono i bar e qualche eroico negozio, come la storica salumeria Della Casa, con i salumi di produzione. Gli uffici prendono il posto delle vetrine, un tempo allestite con cura dai commercianti.

Nei piccoli centri manca la vivacità del commercio, ora le vetrine accattivanti sono in città, nei centri commerciali , dove nel tempo libero affluiscono intere famiglie.

Mede non è più “la piccola Parigi”, ne conservo il ricordo e la consapevolezza di aver vissuto, da commerciante, un importante periodo storico.


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